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L’art. 27 e l’art. 28 del decreto marzo “Cura Italia” prevede per alcune categorie di lavoratori autonomi (a seguire verranno elencate)  una indennità per il mese di marzo pari a 600 euro. L’indennità sarà erogata dall’INPS, questi lavoratori non dovranno essere titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie .

A chi si rivolge

Il bonus di 600,00€ potrà essere richiesto innanzitutto da liberi professionisti titolari di partita IVA purché questa risulti attiva al 23 febbraio 2020 il Bonus è previsto,anche, per i lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, i cosiddetti co.co.co. Indennizzo anche per lavoratori iscritti alla gestione separata dell’Inps e per gli autonomi iscritti all’Ago, ossia l’Assicurazione generale obbligatoria dell’Istituto previdenziale. In pratica, a tutti i lavoratori autonomi, artigiani e commercianti che siano stati costretti a chiudere la loro attività o a ridurla per via dell’emergenza sanitaria italiana.

Categorie interessate

  • collaboratori coordinati e continuativi con rapporto attivo alla data del 23 febbraio 2020;
  • liberi professionisti con partita Iva attiva alla data del 23 febbraio 2020 iscritti alla Gestione separata dell’Inps, non titolari un rapporto di lavoro dipendente;
  • operai agricoli a tempo determinato, non titolari di pensione, che nel 2019 abbiano effettuato almeno 50 giornate di attività agricola;
  • lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali Ago (commercianti, artigiani, coltivatori diretti);
  • lavoratori stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
  • lavoratori dello spettacolo iscritti al Fondo pensioni dello spettacolo che abbiano un reddito inferiore a 50mila euro e un rapporto di lavoro dipendente alla data del 17 marzo 2020;

Soggetti Esclusi

Non potranno beneficiare della misura a sostegno del reddito pari a 600 euro le attività che sono state identificate come essenziali nel DPCM del 11 marzo 2020, quali, fra le altre, le farmacie, parafarmacie, punti vendita di generi alimentari di prima necessità, edicole, ecc. Per poter usufruire delle agevolazioni pubbliche, inoltre, i lavoratori autonomi e gli altri soggetti indicati sopra non devono essere titolari di pensione o essere iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie. Da tale indennità sono esclusi i liberi professionisti iscritti nelle apposite case di previdenza private diverse dall’Inps.

Come Richiederli

 L’Inps sta predisponendo delle circolari operative, comunque tutti gli interessati potranno inoltrare la richiesta direttamente dal sito dell’Istituto di previdenza. L’ INPS ed il Ministero del Lavoro fanno sapere che “non ci sarà nessun click day”, non si sa ancora la data precisa, anche se presumibilmente prima della fine di Marzo si potrà presentare la richiesta. Per ricevere gli indennizzi verrà invece attivato un “borsellino virtuale” sul quale materialmente saranno accreditati i soldi. Per garantire un sostegno al reddito ai lavoratori dipendenti e autonomi diversi dalle categorie sopracitate (ovvero gli architetti, i commercialisti, gli avvocati) l’articolo 44 del decreto legge n 18/2020 ha previsto anche il “Fondo per il reddito di ultima istanza”. I beneficiari sono tutti i professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria che hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività in conseguenza dell’emergenza epidemiologica. Il loro reddito nel 2019 non deve aver superato i 10.000 €. Le modalità di attuazione del Fondo per il reddito di ultima istanza dovranno essere stabilite entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto ‘Cura Italia’ con un ulteriore decreto attuativo del Ministero del lavoro di concerto con quello dell’Economia. Per chi non possiede il pin per accedere sul portale L’Inps sta mettendo a punto la procedura con cui 5 milioni di lavoratori potranno fare domanda online, grazie a un pin “semplificato”.

Decreto Cura Italia,